L’illustrazione a colori di stampo "magrittiano", che qui posto, è soltanto il risultato finale di una serie di innumerevoli tentativi delineatisi gradualmente, passo dopo passo, water dopo water!

[...]La Divina Commedia, come tutti i capolavori letterari, non cessa mai di stimolare la fantasia dei suoi lettori, conducendoli ogni volta verso immaginari travolgenti che si prestano magnificamente - soprattutto in ambito figurativo - a interpretazioni pressoché infinite.
Trasformato così ’l dificio santo
mise fuor teste per le parti sue,
tre sovra ’l temo e una in ciascun canto.
Le prime eran cornute come bue,
ma le quattro un sol corno avean per fronte:
simile mostro visto ancor non fue.
Sicura, quasi rocca in alto monte,
seder sovresso una puttana sciolta
m’apparve con le ciglia intorno pronte;
e come perché non li fosse tolta,
vidi di costa a lei dritto un gigante;
e baciavansi insieme alcuna volta.
Ma perché l’occhio cupido e vagante
a me rivolse, quel feroce drudo
la flagellò dal capo infin le piante;
poi, di sospetto pieno e d’ira crudo,
disciolse il mostro, e trassel per la selva,
tanto che sol di lei mi fece scudo
a la puttana e a la nova belva.
[Purgatorio - canto XXXII - versi 142/160]




Non è semplice descrivere il carcere, perché tutti già pensano di conoscerlo. Poi avviene a volte un'occasione - anche indiretta - per venire a contatto con questa realtà a noi contemporaneamente vicinissima e lontanissima. Un mondo a sé, separato da alte mura, che ripropone anche architettonicamente la distanza dalla vita normale. Spariscono gli stereotipi e la realtà carceraria, quella di un mondo dolente, diventa visibile. Alla lettura obiettiva di questo mondo le pagine del libro vogliono guidare.

Ironia, avventura e divertimento, un nuovo modo di conoscere la grande Storia.

Dario, come l'autore di questa storia, fa il veterinario, il mestiere più bello del mondo, che però può diventare noioso quando si ha a che fare ogni giorno con i nevrotici padroni di cani e gatti. Inoltre non è facile crescere una bambina da solo: Camilla, dopo aver perso la mamma, non sopporta che qualcuno possa stare male, scarafaggi compresi. Così, un bel giorno, convince il papà ad occuparsi di due piccoli scorpioni rimasti orfani e a fondare il primo ospedale per insetti...Carlini tiranni, gatti dissenterici e i loro terribili padroni possono rendere "drammatica" la vita del veterinario ma meravigliosa quella dell'illustratore!

Cloe, una verdissima foglia di tabacco, è divenuta una sigaretta destinata a stare tra le dita di persone importanti, in salotti di classe e di alto livello. Tuttavia desidera un futuro diverso da quello prospettato per lei, sogna la libertà e non sì adegua ai modi delle compagne rassegnate ad andare in fumo. Paradossalmente arriva a giudicare l'uomo come suo assassino, colui che la strappa al suo mondo pieno di luce, sole, vento per poi frantumarla, spezzettarla, impregnarla con acidi tossici e finirla incenerendola con la fiamma, unicamente per puro piacere. Riuscirà a sfuggire a questo triste e solitario destino? Il suo passato resterà soltanto un felice ricordo?Una sigaretta contro il fumo!

"Da dove vengono i bambini?"
"Perché devo andare all'asilo?"
"Quando mi fate un fratellino?"
"Perché vi separate?"
"Dove va chi muore?"
"Perché non siamo tutti uguali?"
Quante volte vi siete sentiti rivolgere queste domande dai vostri bambini? E quante volte vi siete chiesti come rispondere in modo adeguato? Per una serena interiorizzazione del senso di competenza e di sicurezza, oltre all'amore e all'affetto, i bambini hanno bisogno di imparare a gestire le emozioni e di avere risposte chiare alle loro incertezze. Per affrontare in modo preciso e divertente, sincero e leggero i piccoli-grandi dubbi della prima infanzia, il volume propone uno strumento originale: le filastrocche. Con i loro spunti coinvolgenti, semplici e diretti aiutano i bambini a superare le tappe della loro crescita. E accanto alle filastrocche troverete riflessioni, illustrazioni e giochi (Dario il Glossario spiega le parole più complicate e Ginestro il Maestro invita alle sue curiose attività) per vivere con allegria anche i momenti più complicati.

"[...] Dopo il ritorno delle pecore, in una deliziosa serata, quando, finito il lavoro, gli animali stavano rientrando alle loro stalle, un terribile nitrito di cavallo risuonò nel cortile. Stupiti, gli animali si arrestarono.
Era la voce di Berta. Essa nitrì ancora e tutti gli animali irruppero a galoppo nella corte. Videro allora ciò che aveva visto Berta.
Un maiale stava camminando sulle gambe posteriori. Si, era Clarinetto. Un po' goffamente, come se non fosse abituato a portare in quella posizione il suo considerevole peso, ma con perfetto equilibrio, passeggiava su e giù per il cortile. Poco dopo, dalla porta della casa colonica uscì una lunga schiera di maiali; tutti camminavano sulle gambe posteriori. Alcuni lo facevano meglio degli altri, qualcuno era ancora un po' malfermo e sembrava richiedere il sostegno di un bastone, ma tutti fecero con successo il giro del cortile. Infine, fra un tremendo latrar di cani e l'alto cantar del gallo nero, uscì lo stesso Napoleon. Maestosamente ritto, gettando alteri sguardi all'ingiro, coi cani che gli saltavano attorno.
Stringeva fra le zampe una frusta.
Seguì un silenzio mortale. Stupefatti, atterriti, stringendosi assieme, gli animali guardavano la lunga fila dei maiali marciare lentamente attorno al cortile. Era come se il mondo si fosse capovolto. Poi venne il momento in cui, passato il primo stordimento, nonostante tutto – nonostante il terrore dei cani, l'abitudine sviluppata durante lunghi anni di non mai lamentarsi, di non mai criticare – sentirono la tentazione di pronunciare parole di protesta. Ma in quell'attimo stesso, come a un segnale dato, tutte le pecore ruppero in un tremendo belato: «Quattro gambe, buono; due gambe, meglio! Quattro gambe, buono; due gambe, meglio! Quattro gambe, buono; due gambe, meglio!»
Continuarono così per cinque minuti, senza soste. E, quando le pecore si furono calmate, la possibilità di protestare era passata perché i maiali erano rientrati nella casa [...]"
(George Orwell, La fattoria degli animali, 1945)



«Come sono fortunato» diceva.Innocenzo è il simbolo dell'ottimismo.
Era zoppo, gobbo, sdentato, orbo e gli mancavano quattro dita di ogni mano.
«Sono proprio fortunato» diceva Innocenzo guardandosi allo specchio. «Ho un occhio, due dita, tre denti, e persino una gamba sana. Cosa posso pretendere di più? Potrei stare molto peggio»
